Liber Figurarum

Ringraziamo il centro internazionale di studi gioachimiti e il suo presidente Riccardo Succurro, per averci concesso l’ utilizzo del materiale sottostante. Tratto da ‘il libro delle figure di Gioacchino da Fiore spiegato ai suoi Fiori’ ed. Publisfera. Nota: La numerazione delle figure è data dall’ ordine in cui compaiono nel racconto ‘le terre di Alis’.

 

 

DESCRIZIONE DELLE FIGURE:

FIGURA 1 – ALBERO DELLA SALVEZZA

 

Rappresenta, dal basso in alto, i protagonisti e le istituzioni della storia della salvezza.

Da Adamo  sino a Gesù Cristo  si svolge il Tempo dell’Antico Testamento, che coincide con l’Età del Padre.

Dalla prima venuta di Gesù Cristo sino alla fine della storia si svolge il Tempo del Nuovo Testamento, che è composto dall’Età del Figlio e dall’Età finale dello Spirito Santo.

La figura di Cristo domina sia al centro dell’albero della storia , luogo del primo avvento (Incarnazione-Morte-Resurrezione), in cui opera la Redenzione, sia in alto, al culmine di esso, luogo del secondo avvento (Resurrezione dei Morti e Giudizio Universale) nella maestà del giudizio e nella gloria dell’eternità.

Si noti il complesso e simmetrico concordismo storico-biblico dei rami che rappresentano in basso le 12 tribù di Israele, dieci innestate sulla figura del Patriarca Giacobbe e due sulla figura del profeta Ozia, poi più in alto, le 12 chiese cristiane, innestate sulla figura di Gesù Cristo.

Lungo il tronco dell’albero si succedono le 63 generazioni dell’Età del Padre, che terminano con Cristo, scandite in tre gruppi di 21: Da Adamo ad Isacco, da Giacobbe ad Amasia, da Ozia  a Cristo.

Anche le 63 generazioni dell’Età del Figlio, che inizia con Ozia, sono scandite in tre gruppi di 21. Si noti che durante le 21 generazioni da Ozia a Cristo si svolgono contemporaneamente la parte finale dell’Età del Padre e quella germinale dell’Età del Figlio.

In questa figura a schema binario non sono rappresentati i tempi dell’Età dello Spirito Santo, appena accennata sulla cima dell’albero, dalla seconda apparizione di Elia e dal rinnovamento della Chiesa. Solo Dio, infatti, li conosce

 

 

 

FIGURA 2 – ALBERO AQUILA (VECCHIO TESTAMENTO)

Questa tavola rappresenta il concetto di storia divina come una serie di epoche spirituali, collegate da un albero che simboleggia la rivelazione progressiva e la salvezza umana. Immagina un grande albero, con rami che si estendono maestosi, ciascuno rappresentante una fase o periodo della storia divina. Questo albero è chiamato “Albero Aquila” in quanto l’aquila simboleggia una visione elevata, la capacità di vedere e comprendere le cose da un punto di vista superiore, e viene spesso associata con la spiritualità profonda e l’illuminazione. L’albero stesso si erge come simbolo della divina provvidenza che ordina la storia e guida l’umanità verso il compimento del piano divino. Al centro della tavola, vi è spesso un tronco principale che rappresenta il punto di partenza, che può essere visto come l’inizio dell’umanità, con le sue radici nel passato biblico, come la Creazione e la Legge di Mosè. Da esso si sviluppano rami che simboleggiano i periodi successivi, come l’era del Cristianesimo e, infine, un’era di perfezione spirituale che Gioacchino profetizzava, la terza età dello Spirito Santo, dove la salvezza sarebbe stata completa. Ogni ramo e foglia dell’albero rappresenta, quindi, periodi storici e spirituali, e la visione di Gioacchino si basa sull’idea che ogni fase della storia divina è una manifestazione di progressivo perfezionamento. Questo schema esprime una profonda convinzione che la storia non è ciclica, ma lineare, con ogni fase che prepara il terreno per quella successiva. La terza età dell’albero, in particolare, era quella in cui l’umanità avrebbe raggiunto la sua più alta realizzazione spirituale, attraverso un’unione universale e la fine del conflitto tra l’umanità e Dio.L’immagine dell’albero e dell’aquila è anche fortemente legata a una lettura simbolica delle Scritture, dove l’albero rappresenta la salvezza, mentre l’aquila simboleggia la visione divina e la liberazione dalle tenebre. In sintesi, la Tavola dell’Albero Aquila di Gioacchino da Fiore non è solo una rappresentazione allegorica della storia della salvezza, ma anche una visione mistica di come l’umanità si muova verso una comprensione crescente del divino, che culmina in un’età di purezza spirituale e di unione con Dio.

 

 

 

 

FIGURA 3 – COPPIA DI ALBERI CONCORDISTICI

Il primo albero rappresenta il tempo dell’Antico Testamento, il secondo quello del Nuovo Testamento. Lungo i due tronchi sono posti a fronte simmetricamente, in linea ascendente, i protagonisti della storia della salvezza: Abramo rappresenta l’Ordine dei dodici Patriarchi, che prefigurano le prime dodici chiese cristiane; Isacco concorda con il Popolo Gentile, che accettò per primo il Cristianesi- mo; Giacobbe con il Popolo Latino, che divenne centro della Chiesa Cattolica; Giuseppe con l’Ordine dei Monaci, fondato dai Santi Padri nella terra dei Greci; Efraim prefigura l’Ordine dei Cistercensi.Questi dieci protagonisti sono i prediletti che hanno ricevuto la benedizione e la promessa: essi ereditano direttamente gli uni dagli altri e realizzano progressivamente il piano divino della salvezza che si compie nell’Età dello Spirito Santo, simboleggiata dalla lussureggiante cima dell’albero. Anche i quattro germogli laterali, che si innestano su ognuno dei tronchi in corrispondenza dei protagonisti, concordano tra di loro. Questi otto germogli, anche se sono vitali, rappresentano attori minori e collaterali della storia della salvezza, che in qualche modo sono venuti meno alla missione o alla perfezione. Ismaele concorda con il Popolo Giudaico, che rigettò Cristo; Esaù con il Popolo dei Greci scismatici; Ruben con l’Ordine dei Chierici, messo in secondo piano dall’impegno spirituale e contemplativo dei monaci Manasse con l’ordine dei Cluniacensi, che ha deviato dalla purezza della regola e della spiritualità benedettina. Questi germogli hanno foglie e fiori in misura crescente, ma solo folta e rigogliosa cima del tronco porta frutto

 

 

 

 

 

 

 

FIGURA 4 – IL SALTERIO DALLE DIECI CORDE

Il Salterio, strumento musicale ebraico, è per Gioacchino un illuminante simbolo della Divinità. In esso si combinano la triangolarità dei vertici, che raffigurano la Trinità delle Persone, e la rotondità dell’apertura centrale, che raffigura l’Unità della Sostanza Divina. Le corde della cetra sono tenute, sul lato sinistro, dai nove cori angelici ai quali si aggiunge, in posizione superiore, l’Uomo, a cui l’incarnazione del Figlio ha dato una dignità superiore a quella degli Angeli. D’altra parte i capicorda sono rappresentati dai sette doni dello Spirito Santo e dalle tre Virtù teologali. Domina su questo lato la Virtù della Carità. Una verde corona di petali è disposta, come in un fiore, intorno all’apertura centrale della cassa armonica, a rappresentare l’intera Chiesa contemplante e adorante unita nel canto di lode. Alla base del Salterio cono collocati due diagrammi. Nel primo la doppia processione dello Spirito Santo sia dal Padre che dal Figlio è evidenziata dal fatto che lo Spirito Santo rimane la stessa persona pur procedendo eternamente da ambedue. Nel secondo diagramma, aderente al primo, si dimostra che l’unica intelligenza spirituale delle scritture, che è in dono dallo Spirito Santo e sarà perfetta nel terso stato del mondo, deriva congiuntamente dalla concordanza tra la lettera dell’Antico Testamento, che attiene al Padre, e la lettera del Nuovo Testamento, che attiene al Figlio
Dante nel Paradiso riprende questa figura raccogliendo intorno alla Trinità tutti i cori angelici e l’intera Chiesa trionfante , quella dell’Antico e quella del Nuovo Testamento:

in forma dunque di candida rosa mi si mostrava la milizia santa che nel suo sangue Cristo fece sposa.

(Paradiso XXXI)

 

 

 

 

 

FIGURA 5 – PROGETTO DEL NUOVO ORDINE MONASTICO

I valori autentici dello Spirito, propri della Terza Età della storia salvifica ed espressi nel grado più alto dall’ordine dei contemplanti, sono emblematicamente raffigurati nella pianta di una comunità monastica perfetta secondo gli ideali gioachimiti con riferimenti simbolici ad animali e membra del corpo umano. 

Al centro della “testa”, in corrispondenza col “naso”, domina l’oratorio della Colomba, simbolo dello Spirito Santo, sede del padre spirituale.

Attorniano la Colomba quattro oratori , che sono designati con i nomi dei quattro animali apocalittici e corrispondono a diverse tipologie di vita monastica.

Più giù è l’oratorio dei sacerdoti e dei chierici che hanno scelto di vivere in comunità. 

Alla base è l’oratorio dei laici coniugati  i quali vivono in case proprie e sono guidati e assistiti da un loro maestro.

Il progetto di questo nuovo ordine monastico, sarà compiutamente realizzato nell’Età dello Spirito Santo

 

 

 

 

 

 

FIGURA 6 – ALBERO AQUILA (NUOVO TESTAMENTO)

Lungo il tronco dell’albero aquila si succedono le generazioni da Ozia sino a Cristo, che contrassegnano la fase germinale dell’Età del Figlio, alle quali seguono le generazioni da Cristo sino alla fine dei tempi. 

Su Cristo si innestano le prime dodici chiese cristiane che concordano, secondo il modello del cinque più sette, con le dodici rispettive tribù di Israele, segnate nelle ali della prima aquila. 

Il passaggio dal cinque al sette, molto frequente nel simbolismo numerico gioachimita, rappresenta l’evoluzione verso una fase più avanzata della storia della salvezza.

A destra sono le cinque chiese presiedute da Pietro: quattro nelle penne dell’ala più una lungo il tronco. 

A sinistra sono le sette chiese presiedute da Giovanni: sei nelle penne dell’ala più una lungo il tronco. 

Dante nella Divina Commedia riprende questa figura nell’immagine grandiosa dell’aquila ingigliata del cielo di Giove

 

 

 

 

 

 

 

FIGURA 7 – LA SPIRALE LITURGICA

La spirale rappresenta il ciclo liturgico annuale della Chiesa, nel quale viene assunta e rivissuta tutta la storia della salvezza. Esso ha inizio con la settuagesima, la quale dà l’ avvio a quel periodo liturgico in cui è commemorata la servit sotto la legge, durante le prime cinque età del mondo, che coincidono con l’ età del Padre. La settuagesima ricorda la cacciata di Adamo ed Eva dall’ Eden e l’inizio della storia intesa come esilio terreno dell’ umanità. La sessagesima corrisponde alla seconda età del mondo, rappresentata da Noè. La quinquagesima alla terza età del mondo, rappresentata da Abramo. La quarta età del mondo e la quinta, caratterizzata dall’ esilio di Babilonia, sono delineate in base al lezionario dell’ Antico Testamento che veniva cantato o letto in chiesa o in refettorio. Segue quindi il tempo dell’ Avvento e quello della Natività, con cui inizia la sesta età del mondo, coincidente con l’ età del Figlio. Il battesimo di Gesù è rievocato nella prima delle sette domeniche di quadragesima, che corrispondono ai sette tempi della storia della Chiesa. Nella sesta domenica di quadragesima si rivive la Passione di Cristo: per Gioacchino questa domenica prefigura inoltre l’ imminente sesto tempo della Chiesa in cui essa dovrà molto soffrire ad opera dell’ Anticristo e della sua sequela. Inizia poi il periodo liturgico della Pasqua, in cui è anticipata la pace sabbatica della futura settimana ed ultima età del mondo, coincidente con il settimo tempo della Chiesa e con l’ età dello Spirito Santo. La pentecoste infine, segnata nel culmine della spirale, rappresenta l’ eternità del Paradiso. La liturgia non è solo reviviscenza del passato, ma anche misteriosa anticipazione del futuro

 

 

 

 

 

 

FIGURA 8 – LA RUOTA DEL CARRO DI EZECHIELE

Rappresenta in forma stilizzata il misterioso cocchio che, nella visione di Ezechiele, trasporta il trono divino. 

I quattro Cherubini, che affiancano e guidano le quattro ruote, qui designati con i nomi dei quattro esseri viventi dell’ Apocalisse giovannea, assumono un illuminante e complesso significato simbolico:

UOMO: Umiltà – Incarnazione e Nascita di Cristo – Ordine dei Dottori – Intelligenza morale delle scritture

VITELLO: Pazienza – Passione e morte di Cristo – Ordine dei Martiri – Intelligenza storica delle scritture

LEONE: Fede – Resurrezione di Gesù – Ordine dei Padri – Intelligenza tipica delle scritture

AQUILA: Speranza – Ascensione in Cielo di Gesù – Ordine dei contemplativi – Intelligenza contemplativa e anagogica delle scritture.

Le quattro ruote sono intersecate dalle circonferenze di due ruote più grandi e concentriche al cui al centro domina la Carità. 

Nello spazio circoscritto tra queste due grandi ruote centrali, si svolgono raffronti allegorici e concordistici tra Gerusalemme, figura di salvezza e liberazione, e Babilonia, figura di perdizione e Schiavitù

 

 

 

 

FIGURA 9 – ALBERO DELLA TRINITA’

In questa figura sono fusi e combinati il simbolo dell’ albero, che rappresenta lo sviluppo verticale della storia, e quello dei tre cerchi, che rappresentano le tre persone divine e i rispettivi stati del mondo.

L’ albero nasce da Noè e prende forma dal sinuoso intreccio dei due rami della storia originati da due dei suoi tre figli: Sem e Jafet. Il rao dell’ altro figlio, Cam, rimane alla base secco e spezzato.

Durante l’ età del padre i due rami hanno poche foglie, ma quello di Sem ne ha di più. All’ inizio dell’ Età del Figlio il ramo di Sem diviene popolo giudaico e quello di Jafet diviene Popolo dei Gentili.

Durante l’ età del figlio, il popolo dei Gentili, che accolsero il Cristianesimo, è più fresco e rigoglioso di quello giudaico, che rigettò il Cristo.

Durante l’ Età dello Spirito Santo i due popoli fioriranno insieme, poichè anche gli Ebrei si convertiranno alla Chiesa Cattolica. La lussureggiante e policroma vegetazione del terzo cerchio, ricca di fiori, frutti e foglie, simboleggia la gloria della Chiesa universale nell’ Età dello Spirito Santo.

Nei tre medaglioni posti alla base di ogni cerchio sono raffigurati in ordine ascendente Noè, che simboleggia Dio Padre, il volto di Cristo, e la colomba, che rappresenta lo Spirito Santo

 

 

 

 

 

FIGURA 10 – LA FIGURA DELLE SETTE ETA’

La figura va esaminata in scomparti, da sinistra a destra, in senso orizzontale.

Fregio inferiore: i sette secula dell’ età del Padre

Durante i primi sei tempi (secula) da Adamo fino a Giovanni il Battista, Dio Padre ha operato nella legge attraverso i Profeti, esigendo una perfetta servitù.  Nel settimo tempo Egli ha liberato i suoi fedeli dalla servitù della legge per opera dello Spirito Santo, che nella Trinità procede dal Padre e dal Figlio e dal Padre è in tal caso inviato. Questo settimo seculum segna un primo avvento dello Spirito Santo e coincide con una prima Fase Sabbatica della storia, in cui il Padre riposa dalle opere del Primo Stato

Fregio superiore: i sette tempora dell’ Età del Figlio

Durante i primi sei tempi il Figlio, Maestro Universale, che nella Trinità procede dal Padre e dal Padre è stato inviato sulla terra, ha preteso dai suoi fedeli la perfetta osservanza della dottrina. Nel settimo tempi il Figlio concederà ai suoi fedeli l’ abbondanza dell’ Amore e la piena libertà della Grazia per opera dello Spirito Santo che nella Trinità procede dal Padre e dal Figlio, e dal Figlio sarà inviato sulla terra. Avrà così inizio la condizione spirituale propria del Terzo Tempo

Parte centrale: le sette Età del mondo

In ogni giorno della Creazione è significata un’ epoca della Storia. Dio crea il mondo durante i primi sei giorni e riposa nel settimo detto Sabato. Analogamente le prime  sei età della Storia trascorrono nella fatica e nel travaglio. La settima conclusiva si svolgerà nella pace e nella Libertà. In essa opererà pienamente lo Spirito Santo. L’ Età del padre comprende le prime cinque età del mondo, da Adamo ad Ozia. L’ età del Figlio, che per Gioacchino stava per volgere al termine, coincide con la Sesta Età del mondo. L’ Età dello Spirito Santo coincide con la settima ed ultima Età del mondo.

Si noti il profilo slanciato della lunga tromba che rappresenta l’ incalzante successione degli annunci profetici nel corso dell’ intera storia della salvezza.

La tromba sfocia nell’ Età dello Spirito Santo ed è rivolta verso l’ Eternità, raffigurata nello spazio verticale a destra come Octava Etas, che inizierà con la resurrezione dei morti

 

 

 

FIGURA 11 – IL CONTRASTO TRA CHIESA CRISTIANA E ROMA PAGANA

Leggere dal basso in alto e poi dall’ alto in basso in senso orario, seguendo i tornanti della figura

Sorta dal seno della Roma pagana, qui equiparata all’ antica Babilonia, dopo una lunga persecuzione ad opera di Giudei e di Pagano, la Chiesa Cattolica, sposa di Cristo, viene glorificata nella pace con Papa Silvestro e l’imperatore Costantino (Apice della figura). Con percorso inverso e parallelo Essa decade poi attraverso le guerre dei Goti (OStrogoti e Longobardi), il protettorato dei Galli (i Franchi) e l’assoggettamento all’ impero degli Alemanni (gli imperatori tedeschi) ancora in atto ai tempi di Gioacchino, ricadendo in uno stato di nuova cattività babilonese.

Antica Babilonia: luogo di fornicazione, persecutrice degli Ebrei

Roma Pagana: luogo di corruzione, persecutrice dei Cristiani

Gerusalemme: luogo della pace e della gloria per gli Ebrei

Chiesa Romana: Luogo della pace e della gloria per i Cristiani

Davide: Re di Gerusalemme

Papa Silvestro: Papa della Chiesa Romana

Nuova Babilonia

Impero degli Alemanni

Al tornante inferiore della Figura si legge “Roma (pagana): chi qui sprofonda speri nella misericordia”

Al tornante superiore della Figura si legge “di papa Silvestro: chi qui ascende tema il precipizio”

 

 

 

FIGURA 12 – CERCHI TRINITARI

Sullo sfondo dei Tempi dell’Antico e del Nuovo Testamento – vale a dire sull’intero corso della storia della salvezza – domina la Trinità, paradigma trascendente e centro di convergenza di tutta la storia umana divisa in tre “Età o “Stati”, segnati dalle didascalie inferiori della figura:

Primo stato l’Età del Padre

Secondo stato l’Età del Figlio

Terzo stato l’Età dello Spirito Santo

 

La Trinità della Persona è suggerita dalla distinzione dei Cerchi:

Verde: il Padre, creatore della natura

Azzurro: il Figlio, disceso dal Cielo

Rosso: lo Spirito Santo, che è Amore

L’Unità della Sostanza Divina è indicata dal “cuore‹ ovale dell’immagine , che è comune ai tre cerchi.

Le relazioni tra le persone divine sono delineate sia dal particolare dinamismo della intersecazione delle circonferenze, sia dalla successione delle lettere all’interno del nome Divino, il tetragramma IEUE:

I ( Padre) – E(Spirito –Santo) – U (Figlio) – E (Spirito Santo).

Lo Spirito Santo procede sia dal Padre (IE) che dal Figlio (UE).

Il segno grafico della maiuscola Alfa, in alto a sinistra, dimostra come DUE, ilFiglio e lo Spirito procedono da UNO, il Padre.

L’Omega, in basso a sinistra, dimostra come UNO, lo Spirito Santo, rappresentato dall’asta centrale, procede da DUE, il Padre ed il Figlio.

Sul lato sinistro i cerchi più piccoli indicano i tempi della storia della salvezza secondo quattro gradi della evoluzione spirituale; sono poi indicati i cinque modi con cui possiamo capire le relazioni fra le tre Persone divine  e i sette modi con cui è possibile definirLe .

Da questi cerchi trinitari Dante trasse la sua raffigurazione della Trinità nella celebre immagine del Canto XXXIII del Paradiso. (versi 116 e seguenti).

 

 

 

FIGURA 13 – DRACO MAGNUS ET RUFUS

l Drago apocalittico simboleggia i sei re persecutori della Chiesa da Erode a Saladino.
La settima testa, priva di nome, è quella di un re persecutore, detto Anticristo, che Gioacchino ritiene imminente, contro cui la Chiesa dovrà combattere e soffrire, sia pure per breve tempo, nel travaglio che precede l’inizio ormai prossimo dell’Età dello Spirito Santo.
Nel giro di coda finale è designato l’ultimo satanico persecutore, Gog, il secondo Anticristo, che si scatenerà e sarà sconfitto alla fine della Terza Età.
Subito dopo, con la Resurrezione dei morti e il Giudizio Universale, si concluderà la storia e si apriranno le porte della Gerusalemme eterna.

 

 

Testa Persecuzione Età
Erode 1ª dei Giudei

tempo degli 

Apostoli

Nerone 2ª dei Pagani

tempo dei 

Martiri

Costanzo 3ª degli Eretici

tempo dei

 Dottori

Maometto 4ª dei Saraceni

tempo delle 

Vergini

Mesemoto* 5ª dei figli di Babilonia

tempo dei 

Conventuali

Saladino 6ª in atto

tempo degli 

uomini Spirituali

Anticristo 7ª imminente

tempo degli 

uomini Spirituali

Gog finale del secondo Anticristo

Fine dei Tempi

 e Giudizio 

Universale

 

*Re della Nuova Babilonia (Enrico IV)